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Di Mariella Busetta Russo
Un territorio naturalisticamente di grande importanza, caratterizzato dalla presenza del mare e da alcuni ambienti umidi frequentati da numerosissime specie di uccelli acquatici.
Dal punto di vista geografico la città di Mazara dei Vallo
si estende tra Capo Feto e Capo Granitola e si affaccia sul Canale di Sicilia. Il suo
territorio, di grande valenza culturale e naturalistica, è attraversato dal fiume Mazaro,
che insieme al fiume Delia ne costituisce la rete idrografica. Grazie alla varietà delle
caratteristiche naturali ritroviamo sulla sua superficie agraria una grande pluralità di
colture, con prevalenza di vigneti e uliveti, mentre scarsa è la superficie interessata
da boschi e macchia mediterranea. La costa non è uniforme ma si presenta caratterizzata
da fondali rocciosi, ricchi di biocenosi marine, nella parte sud orientale della città. Il
litorale sud-occidentale, a destra della foce dei fiume Mazaro, è invece di tipo sabbioso
e grazie ad una complessiva situazione ambientale particolarmente favorevole, ospita una
prateria a Posidonia oceanica, rigogliosa e di notevoli dimensioni, che giustifica la
ricchezza dell'ambiente marino mazarese. Il gioco delle correnti infatti, combinato alla
trasparenza dell'acqua, fa sì che questa pianta marina, che in associazione ad altre
specie sia animali che vegetali costituisce il Posidonieto (la cui presenza è di
fondamentale importanza per la vita nel Mar Mediterraneo), stratifichi stagionalmente fino
a costituire delle vere e proprie barriere. Ciò determina l'innalzamento dei fondale con
la conseguente formazione, in alcune zone, di lagune in mare aperto che i pesci utilizzano
come vere e proprie "nursery", soprattutto nel periodo invernale. Per queste
ragioni l'area in questione è stata individuata come sito di importanza comunitaria in un
recente censimento condotto per conto dei Ministero dell'Ambiente. Anche la località di
Capo Feto, all'estremità occidentale dei territorio mazarese, rientra a pieno titolo tra
i siti naturalistici di importanza comunitaria, malgrado l'evidente intervento antropico.
E un'ampia depressione, separata dal mare da un cordone sabbioso, che si presenta quasi
dei tutto sommersa in inverno mentre è interessata da un disseccamento quasi totale nel
periodo estivo. Questo fenomeno ne fa un ambiente particolarissimo, attualmente oggetto di
uno studio finalizzato all'istituzione di una riserva marino-costiera La sua vegetazione
caratteristica si differenzia da quella d altre zone palustri della Sicilia per la netta
prevalenza di formazioni ad alofite. Nel suo complesso è costituita da associazioni
vegetali legate alla presenza di suoli sabbiosi tipiche cioè del sistema dunale; da
quelle che riescono a colonizzare i terreni ad alta salinità e pressoché asciutti nel
periodo estivo; ed infine la vegetazione, tipica dei canali e di quelle aree che rimangono
umide nel periodo estivo mentre sono quasi completamente sommerse nel periodo invernale.
Questa combinazione, più unica che rara, mostra una potenziale capacità di carico
dell'ecosistema che tende ad essere fortemente ridotta dagli interventi antropici. Sono
già state messe infatti in evidenza importanti presenze di specie rare o di importanza
fitogeografica o a rischio di estinzione, che attestano oltretutto la notevolissima
importanza per l'avifauna migratoria legata alle zone umide in generale.
Nell'immediato entroterra mazarese è
ubicata un'altra zona umida dalle caratteristiche completamente diverse, i ma altrettanto
interessante per l'elevata biodiversità e come habitat primario per )a vita di tutti
quegli uccelli acquatici che, per raggiungere stagionalmente i diversi siti di
nidificazione, sosta e svernamento, devono percorrere specifiche rotte migratorie. ~ il
complesso dei Gorghi Tondi e dei Lago Preola che, diversamente da quanto descritto per
Capo Feto, non presenta alcun contatto coi mare ma è alimentato solamente dalle acque
piovane Le scarpate attorno alla depressione che ospita questo ecosistema presentano
un'interessante formazione forestale, costituita da più specie di Quercus, mentre le
"sciare" pianeggianti hanno una vegetazione distribuita in una serie di cinture
più o meno continue e ben distribuite comprendenti anche associazioni vegetali sommerse.
Le acque dei complesso facustre presentano un basso tenore di salinità e risultano
originate dalla presenza di un livello argilloso impermeabile, intercalato tra le
calcareniti quaternarie affioranti tra le "sciare" mazaresi. L'area (nella quale
è già stata istituita una riserva naturale dalla Regione Siciliana per la grande valenza
naturalistica, legata soprattutto alla nidificazione ed allo svernamento dell'avifauna,
dì cui è molto ricca, e per la presenza dì specie di importanza comunitaria), è
anch'essa ricompresa nella lista dei siti nazionali e attende con tutte le altre
l'inserimento nella rete ecologica europea di zone speciali di conservazione denominata
"Natura 2000".